18 giu 2017

OMAGGIO A TAIWAN

Quando ho visitato Taiwan per la prima volta circa 10 anni fa, sono rimasta colpita innanzitutto dalla sua vitalità. Ma anche la sua atmosfera esotica, la gente gentile, le orme dell'epoca giapponese, i cibi buonissimi, e gli anziani che parlano giapponese perfetto, mi hanno intrigato e mi hanno affascinato. E da allora visito questo paese ripetutamente, ma ancora adesso continua ad affascinarmi.

Ormai non faccio più niente di speciale, ma passeggiando per le vie e assaggiando i cibi tipici, ogni volta riconosco la sua bellezza e mi ricarico dell'energia.
Il "portico" taiwanese molto esotico.
La casa di stile giapponese molto nostalgica.
Il campanello di un tempio buddista giapponese.
Quando l'ho visitato il mese scorso, faceva già caldo e la città era piena di frutta tropicale e variopinta.
Ma il mango è eccezionale...
Sono pazza per questo dolce tradizionale.
Ma anche questa torta al tè taiwanese era squisita...
Il Taipei 101 è un simbolo di Taiwan ed il sesto grattacielo più alto del mondo e quando faccio un giro, spesso fa capolino dagli angoli inaspettati.

Il Taiwan non è riconosciuto molto internazionalmente (attualmente solo i 20 paesi intrattengono relazioni diplomatiche formali con Taiwan tra cui c'è il Vaticano), ma è una nazione indipendente. Spero che tanti turisti visitano questo bellissimo paese.

7-7-2007

E' il nuovo capitolo della serie Rocco Schiavone per cui ho molta simpatia. E' un personaggio brusco, cinico, sarcastico, e intuitivo nel suo lavoro, ma molto triste nella vita privata. E con questo libro tutto si chiarisce, la causa della sua tristezza, e quello che è accaduto a Marina, la sua moglie defunta, e successivamente a lui. 
Il suo sentimento misto di tristezza, rancore e rammarico mi ha stretto il cuore e ho provato sempre più simpatia per lui...
Nonostante che è stato annunciato ufficialmente l'arrivo della stagione delle piogge anche ad Osaka il 7 giugno, non piove niente. Ha piovuto solo un giorno.
Sempre risplende il sole e non c'è l'umidità tipica di questo periodo e si sta bene...
Sto benissimo con questo clima ma se andrà avanti così, quando arriverà l'estate?

02 giu 2017

PASSEGGIATA DEL FILOSOFO

A Kyoto c'è un sentiero che si chiama "Passeggiata del filosofo". Il suo nome deriva dal filosofo giapponese Nishida Kitaro (1870-1945) a cui piaceva passeggiare per questo sentiero e meditare.
Questo sentiero costeggia un piccolo canale ed è lungo 2 km.
E' affollatissimo quando sono in fioritura i fiori di ciliegio o quando le foglie diventano rosse in autunno, ma quel giorno era molto tranquillo solo con i turisti che passavano di tanto in tanto.
A metà del sentiero c'è un monumento su cui sono incise le frasi mie preferite di Nishida Kitaro.

"Gli altri sono gli altri, io sono io, in ogni modo seguirò la mia strada senza curarsi degli altri."
Era una giornata soleggiata e calda. I raggi del sole si riverberavano sulle foglie e splendevano.
Lungo questo sentiero ci sono tanti templi. E quel giorno ho visitato due giardini.
Questo è il giardino del tempio Nanzenin.
La brezza verde, il profumo verde e la luce verde...
Dappertutto era piena di luce e verde. Mi sembrava quasi asfissiata da tutta quella energia esplosiva emanata da queste piante, era una sensazione piacevole, e mi sono sentita impregnata di verde fino alle ultime cellule del mio corpo...
Qui ce n'erano solo poche persone che poi se ne sono andate uno dopo l'altro, così alla fine ho "monopolizzato" questo giardino a sazietà...
Pure il pavimento di legno si è colorito di verde!
Poi ho visitato un altro giardino, del tempio Tenjuin.
Anche qui il giardino era pieno di verde e piacevole, e si godeva di questa vista ciascuno a suo modo, e qualcuno si sdraiava assaporando questa serenità staccata dal mondo...

In questo periodo fa sempre caldo e sembra che sia arrivato l'estate. Ma arriva la stagione delle piogge prima dell'estate, e dalle nostre parti si prevede che arriverà la prossima settimana...

LA CONQUISTA DELLA FELICITA'

E' un libro bellissimo di un filosofo, logico, matematico, attivista e saggista gallese insignito del premio Nobel per la letteratura 1950.
Non mi ricordo bene, ma da qualche parte avevo conosciuto e comprato questo libro, ma poi lo dimenticavo nel rinviarlo leggendo altri libri.
Dato che non mi ricordavo più perché l'avevo comprato, ho iniziato a leggere senza troppe aspettative, ma subito mi sono accorta di aver sbagliato a non leggerlo prima.

Molto spesso questo tipo di libri mi annoia molto, infatti anche questo libro dice le cose ovvie, cose già sentite più volte, ma le sue frasi semplici e sincere mi hanno attirato sempre di più.

E' un libro scritto nel 1930, ma vale per la nostra società di oggi. Alla fine gli uomini non cambiano mai...
La felicità dipende da noi, e quindi mi sembra che sia difficile ma importante sentirsi felici...
Allora sono così sempliciotta che un tiramisù del caffè mio preferito mi rende felice.

23 mag 2017

LO ZEN E LA CERIMONIA DEL TE'

Kakuzo Okakura è un critico artistico che è più conosciuto con il nome Tenshin Okakura.

In un epoca di Meiji (1868-1912) in cui l'occidentalizzazione si divulgasse e la cultura tradizionale giapponese era trascurata, lui cercò di rivalutare la cultura giapponese.
E scrisse in inglese "The book of tea" cioè "Il libro del tè" per far sapere al mondo il valore della cultura tradizionale giapponese e orientale. Questo è un edizione tradotto in italiano.

Dal titolo si potrebbe presumere che sia il manuale della cerimonia del tè, ma in realtà è un libro che chiarisce il senso estetico e la concezione del mondo tipici giapponesi racchiusi in una tazza di tè. 
Kakuzo pensò che proprio nel tèismo che era una cultura pacifica e introspettiva risiedeva l'essenza della cultura giapponese.
Attraverso il tèismo voleva illustrare la concezione particolare del mondo del Giappone e dell'Oriente e chiarire i segreti dello spirito tradizionale giapponese.

E' un libro interessante che spiega che cosa è stata stimata bella dai giapponesi. Leggendo questo libro, si capisce che l'influenza del tèismo è arrivato fino ai tutti gli angoli della cultura giapponese, come l'architettura, il giardino, l'abito e la pittura.

Poi si scopre che come è stata coltivata la sensibilità propria giapponese che trova la bellezza e la sublimità nelle cose quotidiane.
Queste foto sono di qualche anno fa, quando ho visitato una sala da cerimonia del tè a Uji, un sobborgo di Kyoto. Il cerimonia del tè si tiene in una camera come questa.
Kakuzo definisce che la bellezza autentica può essere scoperta solo da chi ha realizzato "l'imperfezione" nel cuore e che l'ideale del tèismo è frutto di una concezione zen che sa cogliere la grandezza anche nei minimi eventi della vita.
E teorizza che il principio della cerimonia del tè è "il modo caratteristico giapponese di adorare le faccende quotidiane come prendere il tè come l'arte e la religione".
Poi pensa che il teismo è alla fine uno stato mentale che vedere la fugacità del mondo reale che è solo "un pizzico di sogno" come una cosa bella e accettarla sorridendo.
E' una grande sorpresa per me il fatto che è stato scritto un libro come questo più di 100 anni fa.
Quello che dice Kakuzo vale anche oggi. Le sue parole mi hanno riscossa.

Ora tanti occidentali visitano il Giappone e anche tramite l'internet possono sapere del Giappone, ma penso che ci sono ancora tanti malintesi. Penso che proprio adesso questo libro deve essere letto in tutto il mondo...

Ora la temperatura arriva fino ai 30 gradi e sembra che l'estate sia già arrivato...

10 mag 2017

SANTUARIO IWASHIMIZU HACHIMANGU

Il tempo vola e la stagione passa... ora che la primavera si è inoltrata, il clima è mite e si sta benissimo...
Quando abbiamo visitato il santuario scintoista Iwashimizu Hachimangu a metà di aprile, il verde era ancora tenero ed era una bellissima giornata.

Il santuario si trova sulla montagna alta143 metri alla periferia di Kyoto.
Siamo saliti con la funivia. Si arriva in cima in pochi minuti.
Prima di visitare il santuario siamo andati al belvedere per vedere il monumento di Tanizaki Junichiro.
Il suo racconto Ashikari (I canneti) pubblicato nel 1932 è ambientato in questa zona e un suo paragrafo è inciso su questo monumento.
Anche lui ha visto questo panorama?
Ancora c'erano i fiori dei ciliegi tardivi ed era bellissimo il contrasto con il verde chiaro.
La fondazione del santuario risale al 859 d.c., ma l'attuale palazzo principale fu ricostruito nel 1634 dal terzo shogun Tokugawa Iemitsu.
Dato che questo santuario è dedicato all'Hachiman, la divinità della guerra e della vittoria, e questa divinità è associata all'Imperatore Ojin, fin dall'antichità è stato visitato dai numerosi imperatori, aristocratici e samurai.
Nel 2016 è stato classificato tra i tesori d'arte nazionali.

Gli edifici sono decorati dalle numerose sculture di animali e piante, le opere del mitico scultore Hidari Jingoro (1584-1644).
Qui si vede una coppia di colombi, i messaggeri della divinità di questo santuario. Uno ha la bocca aperta e l'altro ha quella chiusa.
Anche sulla targa del primo Torii (che funziona come la porta, di prima foto di questo posto), c'è una coppia di colombi.
Il canforo di 700 anni è stato donato da un samurai Kusunoki Masashige nel 1334.
Questo muro è stato donato dal primo unificatore del Giappone, Oda Nobunaga (1534-1582).
Il santuario è composto dai vari santuari piccoli.
L'albero di Ogatamanoki (Michelia compressa) ha un significato "l'albero che richiama gli spiriti". E' disegnato sulla moneta da 1 yen giapponese.
In Giappone la direzione nord-est è considerata funesta e l'angolo di questa direzione dei palazzi antichi sono stati tagliati appositamente.
Al ritorno siamo scesi a piedi.
A mezza strada c'è un piccolo santuario Iwashimizu dove c'è una sorgente che è l'origine di questo santuario intero. "Shimizu" significa l'acqua di sorgente.
Più avanti ci sono i resti di un tempietto di Shokado Shojo (1582-1639), un monaco e noto calligrafo. L'autore di quella targa del primo torii.
Una volta lungo questo viale c'erano circa 50 tempietti come questo. 
Ai piedi della montagna c'è un santuario scintoista Kora. E' famoso per la raccolta di saggi, "Tsurezuregusa (Ore di ozio) " in cui un monaco buddista voleva visitare il santuario Iwashimizu Hachimangu, ma scambiando questo santuario Kora per il santuario Iwashimizu Hachimangu ha visitato solo questo santuario Kora invece di salire la montagna...

Ore d'ozio → http://imonologhi.blogspot.jp/2017/02/ore-dozio.html

In questi giorni ho trascorso qualche giorno di vacanze a Taipei di Taiwan, e quando sono rientrata a casa, gli alberi sono diventati più vigorosi e quel verde chiaro non c'era più.
La bellezza di ogni momento è così fugace, e se sei distratto, ti lasci sfuggire l'occasione di goderla...