29 nov 2016

GIARDINI CON I COLORI CALDI

Il tempo vola... ed arrivata la stagione mia preferita, hanno cambiato i colori anche le foglie degli alberi che costeggiano le vie per cui passo ogni giorno. Il corso del tempo non si ferma neanche un attimo e me ne accorgo dalle stagioni che passano regolarmente...

Anche quest'anno ho visitato i giardini dei templi di Kyoto. 
Volevo godermi dei colori caldi, ma evitare gli affollamenti. Cercando qualche giardino abbastanza rinomato ma non molto affollato, ho deciso di visitae il giardino del tempio Sennyuji.
Infatti c'erano abbastanza turisti, ma non troppo, così ho potuto godermi della bellezza del giardino in pace e a sazietà.

Sopratutto la sfumatura dei colori era indescrivibile e mi ha toccato il cuore. A dire la verità non mi aspettavo che fosse così bello in questa stagione. Quando l'avevo visitato prima, il giardino era tutto verde e bello ma non era così...
Sono rimasta qui per tanto tempo come se avessi messo le radici. E ho chiacchierato un po' con due signore (forse sessantenne) provenienti da Tokyo.
Hanno visitato anche i giardini più rinomati per la bellezza degli aceri a Kyoto, ma erano troppo affollati e le dispiaceva per i malcomportamenti dei turisti stranieri, invece qui hanno potuto godersi della bellezza serenamente, hanno detto. Sembravano molto contente. E ne sono contenta.
Il giardino con le centinaia di aceri tutti rossi e gialli hanno una bellezza straordinaria e un po' "schiacciante", mi piace anche quel tipo di bellezza, ma la bellezza sobria del giardino come questo si infiltra nell'anima piano piano e profondamente... 
Poi ho visitato anche l'Unryuin, un tempio secondario di questo tempio. Anche qui si può godere degli alcuni giardinetti.
Qui con i piedi su quelle pietre,
si gode di questo giardino.
Ma sono rimasta più colpita da questa stanza con le quattro finestre.

Ci sono quattro finestre di vetro sulle porte scorrevoli con un'intelaiatura di legno rivestita di carta bianca.
Da ognuno di queste finestre si vede rispettivamente la vista diversa come un quadro.
Ecco è la vista con le porte aperte.
Con le porte chiuse ogni finestra ritaglia un pezzo di giardino.
Ed è interessante che la vista cambia dipende da dove guarda.

Da qui si vedono da sinistra, le camelie, la lanterna di pietra, gli aceri e i pini.
Invece da qui la lanterna di pietra si sposta a destra.
E' divertente scoprire questo tipo di gioco spiritoso.
Dopo aver saziato l'anima, tocca al palato.
Per concludere la passeggiata sono passata da un cioccolatiere parigino, Jean-Paul Hèvin appena aperto in centro di Kyoto. Il mousse di cioccolato e miso bianco (pasta di soia fermentata) che si può assaggiare solo in questo locale era squisito...

Vorrei visitare anche altri giardini prima che passi questo periodo magico...

14 nov 2016

ISOLA AWAJI, L'ORIGINE DEL GIAPPONE

Tanti tanti anni fa, quando ancora il mondo non aveva la forma ma ancora era indistinto, anonimo e inerte...

Le due divinità, Izanagi no mikoto e Izanami no mikoto che furono inviati dai esseri sommi celesti per creare il paese, mescolarono il mare con la preziosa magica lancia per consolidare le terre ancora alla deriva.

Allora le gocce cadute dalla punta di quella lancia cagliarono e formarono una isola. E' l'isola Onokoro (oppure Onogoro). Le due divinità ci scesero e diventarono marito e moglie e celebrarono una cerimonia per la nascita del paese.

Poi le due divinità generarono le isole una dopo l'altra, e le prime otto isole formarono il Giappone che si chiama "il paese delle otto grandi isole (attuale Awaji, Shikoku, Oki, Kyushu, Iki, Tsushima, Sado, Honshu)".

Ecco è un passaggio del Kojiki che è il più antico documento letterario della storia giapponese, compilato nel 712 d.C..

Ci sono tanti tesi, ma è probabile che quell'isola Onokoro, l'origine del Giappone sia l'isola Awaji o qualche piccola isola nei paraggi, e nelle queste isole ci sono tanti posti legati a questa storia.

All'isola Awaji ci si arriva attraversando il ponte Akashikaikyo-Ohashi che è il ponte sospeso più lungo del mondo. E' lungo 3911 metri e fu inaugurato nel 1998.

Un mese fa, siamo andati all'isola Awaji per trascorrere il fine settimana e innanzitutto abbiamo visitato il tempio Izanagi.
Il tempio Izanagi è il tempio scintoista più antico del Giappone che fu costruito in un posto dove c'era la casa in cui Izanagi trascorse il resto della vita.
Il palazzo principale è maestoso.
Mi piace questa aria serena, limpida e solenne che regna nei templi scintoisti.
Per fortuna abbiamo assistito ad una danza sacra della sacerdote.
Un canforo biforcuto di 900 anni è paragonato a "marito e moglie".

Nell'isola Awaji ci sono alcuni posti legati a questa storia.
L'Ashihara no kuni è l'origine del Giappone secondo il Kojiki.
L'Ama no ukihashi è il ponte fluttuante da cui le due divinità mescolarono il mare con la lancia magica.

Naturalmente non credo che questa storia sia reale. Però sicuramente è basata sugli episodi simili e penso che non sia del tutto la mitologia. In fatti le tracce sono rimaste in tutto il Giappone. Non solo i resti e i templi, ma i toponimi e i racconti che sono stati protetti e tramandati di generazione in generazione dai popoli a lungo andare dimostrano la sua veridicità.

In questa storia le divinità sono piene di umanità, ci sono tanti punti che siano l'origine della nostra abitudine e cultura, e anche come lettura è molto interessante.

Sono molto affascinata da questa storia "della nascita del Giappone".
In tutto il Giappone ci sono tanti posti legati a questa storia. Se è possibile, vorrei visitarli tutti...

30 ott 2016

LA MAPPA STELLARE DEL TUMULO DI KITORA

Sono andata a vedere la mappa stellare scoperta nel 1998 ad Asuka, nella prefettura di Nara.

E' stata disegnata sul soffitto della camera funeraria del tumulo Kitora tra la fine del 7 secolo all'inizio dell'8 secolo ed è la carta astronomica esistente più antica del mondo.

Dopo la scoperta dei disegni sulle pareti e sul soffitto del tumulo, l'Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone ha iniziato le ricerche dell'interno della camera di pietra, ma ha rivelato che il gesso su cui sono stati dipinti i disegni si stava deteriorando rapidamente a causa dell'umidità (un carattere tipico del nostro clima non solo fa soffre noi umani ma anche è nemico dei siti archeologici) e c'era la possibilità che l'ampia parte dei disegni andava in pezzi.
Così hanno deciso di rimuovere i disegni per sottoporli al restauro. Mi dispiace che non hanno trovato nessun modo per restaurarli e preservarli nella camera funeraria stessa, invece di staccarli e conservarli nel centro museale interattivo costruito nei pressi del tumulo.
Eccolo, è aperto il centro museale del tumulo di Kitora il 24 settembre del 2016, e in quest'occasione l'Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone ha deciso di esporre al pubblico questa mappa stellare e altri due disegni ma il numero dei visitatori era limitato e si doveva prenotare in anticipo.
Per fortuna ho potuto prenotare e siamo andati a vederli.

Sulla mappa stellare sono dipinte più di 350 stelle che raffigurano più di 74 costellazioni.
Per le stelle sono state utilizzate le lamine d'oro.

Tre cerchi concentrici rossi (Equatore celeste ecc.) ritraggono il movimento degli oggetti celesti con la Stella Polare al centro. E un altro è l'orbita eliocentrica che rappresenta il percorso apparente del sole.
Ci sono raffigurati il sole a est e la luna a ovest e si riconoscono anche Vega, Altair e l'Orsa Maggiore ecc.
Nel centro museale la camera funeraria è stata riprodotta.
La mappa stellare viene proiettata sul soffitto del centro museale.
La camera di pietra è stata riseppellita come era stata.
Circa 1400 anni fa, questa zona era il centro del Giappone. Con questo paesaggio così rurale e sereno non si può immaginare, ma sarebbe stata disseminata di palazzi imperali e degli aristocratici e di templi e sarebbe stata molto animata...
Asuka è un villaggio veramente meraviglioso. Qui mi rilasso e mi sento distendere i nervi e tutte le cellule.
Le spighe del riso sono dorate e mature. Aspettano di essere raccolte... ma perché i paesaggi di risaie ci rasserenano così...


*Le cinque foto della mappa stellare sopra postate sono state tratte dai vari siti web perché era vietato fotografare nella sala dove era esposta. 

UN FILO D'OLIO

In questo libro sono descritti i giorni estivi passati con la famiglia, tanti parenti, domestici e contadini in campagna, a Mosè in periferia di Agrigento di quando l'autrice era piccola. Quindi è un tipo di l'autobiografia piena di ricordi dolci e felici della famiglia.

Ma non solo, ci racconta anche come era la famiglia, come vivevano i contadini in campagna e come si mangiava subito dopo la guerra seconda mondiale e ci fa sentire vivamente l'atmosfera di allora, insieme ai profumi, ai suoni, alla calura dell'estate della Sicilia.

Soprattutto i cibi e i piatti descritti in questo libro mi hanno incuriosito molto e nella seconda parte ci sono le ricette dei piatti scritti da sua sorella. Pane appena sfornate, le marmellate per conservare le frutta, i piatti preparati con le verdure appena raccolte… nelle pagine appariscono tantissime bontà e mi sembrava sentire i buoni profumi.
Il paesaggio dell'oliveto e del bosco di mandorli, le chiacchiere della gente e le monellerie e i giochi di bambini… la vita dura ma semplice e serena di allora descritta in questo libro ci ricorda qualcosa di importante che abbiamo già perso…
Un po' prima, forse alla fine di Agosto, quando leggevo questo libro, mi mancava molto la Sicilia e siamo andati a mangiare ad un ristorante di cucina siciliana di buona fama.
Il cuoco proprietario è giapponese ma ha imparato a cucinare e ha lavorato nei vari posti di Sicilia per tanti anni.
Abbiamo mangiato molto bene (e troppo), dai antipasti fino ai cannoli, tutti i piatti hanno i sapori e i profumi propri della Sicilia. Mi sembrava di essere in Sicilia. Ho trovato la piccola Sicilia qui ad Osaka e ne sono contenta.

18 ott 2016

DAN SHA RI

Da quando abbiamo iniziato ad abitare in questa casa (cioè ci siamo sposati) sono passati tanti anni. La casa che era nuova di zecca e tutta ordinata è ora piena degli oggetti non necessari; i regali ricevuti e i regali di contraccambio che ancora sono incartati, gli oggetti che non ho mai utilizzato o non utilizzo da tanto tempo e gli abiti e le scarpe che da tanto tempo non ho indossato... cioè gli oggetti che non mi servono e da tanto tempo sono rimasti in fondo ai ripostigli, agli armadi e ai depositi, ma che mi dispiaceva buttarli…

Ogni volta che ho cercato di riordinare gli armadi, i ripostigli e i depositi, e di buttare questi oggetti, mi sono venute le facce di quelli che me li hanno regalati o i ricordi di quando li ho comprati, non ho potuto buttarli e ho finito con rimetterli ai suoi posti. Ma gli oggetti continuano ad aumentare, tutti i ripostigli, armadi e depositi sono pienissimi e non so che fare più… Spinta da necessità, ora finalmente ho deciso di buttarli tutti.

Per proseguire questa "missione" per me difficile, sono ricorsa ad un'idea “Dan Sha Ri” che è andato di moda 5-6 anni fa, cioè "rifiutare, buttare e allontanarsi". Rifiutando gli oggetti non necessari e buttandoli, potremo allontanarci dall'attaccamento agli oggetti, liberarci anche da tutti i pesi che ci gravano l'anima e procurarci la vita leggera e comoda.

Certo, ho avuto un rimorso di coscienza mettendo tutti questi oggetti nei sacchi dell'immondizia, soprattutto se erano gli oggetti nuovi o i vestiti che avevo indossato solo qualche volta e sembravano nuovi, ma comunque stavolta sono decisa e risoluta, ho continuato a metterli nei sacchi. Erano i lavori moralmente molto difficili. E' peccato buttare gli oggetti nuovi o ancora utilizzabili, ma se non li utilizzo e li tengo in fondo ai depositi per sempre, questi oggetti saranno dimenticati e non avranno più significato...

Finiti tutti i lavori che sono durati per settimane, mi sono resa conto di sentirmi molto alleggerita.
Non mi aspettavo di sentirmi così leggera, libera e serena con gli armadi, i ripostigli e i depositi svuotati. Quest'idea "Dan Sha Ri" ha ordinato non solo la casa ma anche il mio cuore.

Ora ho conosciuto il dolore di buttare gli oggetti nuovi e mi sono decisa di limitarmi nella spesa. Comprerò solo quelli che mi piacciono davvero. Quando prendo in mano qualcosa ai negozi, quella figura dei sacchi d'immondizia pieni di oggetti mi torna davanti agli occhi e mi toglie la voglia di comprare...

E si dice che quest'idea può essere applicata non solo agli oggetti, ma anche al modo di vivere, cioè ai lavori e alle relazioni umane. In questa occasione, mi fermo un attimo per riflettere sulla mia vita. Vorrei vivere semplice...
Ho messo in ordine anche gli scaffali stracolmi di libri e ne ho venduti alcuni non molto preferiti.
I libri italiani, però non voglio venderli né buttarli… erano accatastati e stipati nei scaffali ma li ho messi in ordine. E ho messo nel ripostiglio svuotato quelli non preferiti.
Ho riscoperto tanti libri interessanti che avevo dimenticato completamente ma che voglio rileggere... è stata una buona occasione anche per questo scopo.